Il pasticcio del caso Assirelli rimane

Singolare, ma non casuale, confusione!
Dall’archiviazione di un procedimento penale dei rappresentanti politici della maggioranza comunale tentano di far sorgere una polemica gratuita, pretenziosa e fuorviante.
Notoriamente, infatti, le pronunce in sede penale riguardano l’ipotesi di reato prospettata e, quando si tratta di attività amministrativa, non concernono l’eventuale “pasticcio” amministrativo. E su quest’ultimo, che rimane in tutta la sua evidenza, le opposizioni sono pronte al confronto pubblico, nella consapevolezza che tutto hanno sollevato tranne che il polverone di cui vengono gratuitamente accusate dalla maggioranza, che sempre di più cerca di negare il loro ruolo e di impedire loro l’esercizio della funzione di controllo.
Al resto, le opposizioni consiliari non sono interessate, convinte come sono che le offese e le aggressioni polemiche sono patrimonio di chi non può entrare nel merito delle vicende, oltre ad appartenere ad un costume politico che sta rovinando non Parma, ma l’Italia.

Giorgio Pagliari
Maria Teresa Guarnieri
Marco Ablondi

Mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore alla cultura Sommi

Ed ora? La maggioranza sembra volersi ispirare alla leopardiana “quiete dopo la tempesta”.
Lo scontro, clamoroso, tra il Coordinatore PDL, l’Assessore alla Cultura e il Sindaco non può essere, però, relegato ad un temporale estivo.
Il confronto, infatti, non solo ha confermato che le critiche delle opposizioni, sviluppate in più occasioni, non erano peregrine, ma ha evidenziato una vera e propria distinzione sulla politica culturale tra l’amministrazione ed il Coordinatore PDL.
Basti ricordare che quest’ultimo, da un lato, ha invitato l’Assessore alla Cultura a “riflettere” (è un eufemismo!) sulla sua eccessiva autoreferenzialità nella gestione dell’assessorato, sull’esigenza della massima correttezza nella gestione della cosa pubblica e sulla necessità di una maggiore autodisciplina nell’esercizio della funzione pubblica e, dall’altro, ha criticato il Parma Jazz Festival sia per l’eccessivo e sproporzionato costo, sia per l’insuccesso, sia per essere un doppione di altra manifestazione parmense; e ha aggiunto, sempre con riferimento al tema dell’attenta gestione delle risorse pubbliche, la inaccettabilità di una spesa sproporzionata, come quella per il Parma Jazz Festival, quando ha come conseguenza il taglio delle manifestazioni culturali “low cost”.
Il che è come dire, se ben si interpreta, meno passerella e più attenzione alle manifestazioni culturali di base, in chiave di valorizzazione delle esperienze nuove.
Dal canto suo, l’Assessore alla Cultura ha difeso Parma Jazz Festival, tanto sul piano della qualità della manifestazione, quanto sul piano dei costi, con argomenti assolutamente deboli ed insignificanti, quali la consolatoria affermazione che non è costato più di altri jazz festival e che il successo è stato di critica, anche se non di pubblico. Peraltro, lo stesso Assessore alla Cultura, nei confronti delle obiezioni mosse dalle opposizioni, nulla ha detto sul sequestro dei cataloghi di Novecento su ordine del Tribunale di Bologna e sulle sue dichiarazioni (quantomeno reticenti, ferma la presunzione di innocenza sul piano giudiziari: il giudizio è politico) in ordine agli effettivi costi della manifestazione, ha preteso di ridurre tutto ad un banalissimo difetto di comprensione.
In questo quadro, ciascuno deve assumersi le sue responsabilità, sia sul piano degli indirizzi politici, sia sul piano della valutazione della gestione assessorile.
Il luogo a ciò deputato è il Consiglio Comunale: per questo, gli scriventi hanno depositato, a nome dei propri Gruppi, una mozione contenente un giudizio sulla politica culturale dell’amministrazione e sulla gestione del Parma Jazz Festival e di Novecento.

Giorgio Pagliari
Gruppo PD

Marco Ablondi
PRC

Maria Teresa Guarnieri
Altra Politica - Altri Valori

Replica all’intervento di Lasagna su Polis Quotidiano

Leggendo la replica dell’Assessore Lasagna ai sindacati sul Welfare Community Center spiace dover constatare come su questo argomento non si ragioni nel merito, ma ci si limiti a dividere gli interlocutori tra i presunti buoni - i sostenitori del progetto - e i cattivi - coloro che la pensano come l’opposizione. Si tratta invece di un tema così importante per la città in cui le appartenenze di parte non debbono avere alcun ruolo. Ciò su cui ci si deve confrontare con lealtà e chiarezza è la visione dei servizi, come si pensa il futuro della città, quale è l’uso più corretto delle risorse economiche in un momento come questo. Definire il WCC “il più grande progetto di politiche sociali dei prossimi 10 anni” è una grande forzatura. Che cosa c’è di nuovo e di grande nel ricostruire in Via Budellungo - come lo stesso assessore ammette in un passaggio della sua intervista - “le strutture che già esistono in un contesto più moderno e più agevole”? Di fatto il Comune ha deciso di vendere quasi tutto il patrimonio dell’ASP e le strutture che già ospitano gli anziani e che, fatta eccezione per alcune, sono state messe a norma negli anni precedenti, investendo diversi milioni e hanno i requisiti per l’accreditamento, per rifarle tutte nuove in Via Budellungo. Qual è la logica?

In un contesto normale un Comune che proponesse di vendere i beni dell’ASP e le strutture già a norma e pienamente inserite nel contesto urbano, quali sono la maggior parte delle strutture di Piazzale Fiume e altre poste in alienazione, perché solo alcune di queste devono essere ristrutturate, costringendo una sua società, STT all’acquisto e ad indebitarsi per 36 milioni di euro, per fare ricostruire tutto da un privato, anziché rivendicare la grandezza del progetto, dovrebbe giustificare il suo comportamento e dare conto del perché buttare via tante risorse.

Per mettere a norma alcune strutture dobbiamo rifarle tutte? Non si può poi certo dire che l’area prescelta e tutti gli interventi che si vogliono fare intorno favorisca l’integrazione degli anziani. Da via Budellungo al cosiddetto parco urbano c è quasi un chilometro in linea d’aria e strade da attraversare.

Come si può poi negare che si verrebbe a definire una situazione di monopolio dei servizi? Chi si aggiudicherà la gara gestirà tutte le strutture del WCC per almeno trenta anni, per un volume di attività che supera i 300 milioni di euro. E l’assessore non può abusare dell’intelligenza dei cittadini dicendo che non ci sarà alcun monopolio privato nel settore dell’assistenza agli anziani perché potrebbe essere che una pluralità di concorrenti si associ per gestire il futuro servizio. Che cosa importa che ad aggiudicarsi la gara sia un unico soggetto o un associazione di imprese? Sempre di unico interlocutore si tratta. E che cosa ne facciamo dei principi di libertà di scelta del cittadino e di libera concorrenza come fattori di qualità che avevano ispirato la precedente amministrazione e la scelta dell’accreditamento che questa aveva fatto?

Dove va a finire il liberalismo tanto decantato dal nuovo movimento civico del Sindaco, di cui Lasagna è un autorevole rappresentante? L’associarsi di più imprese potrebbe addirittura in questo caso affermare, in assoluta controtendenza con il passato, il prevalere delle più vecchie logiche consociative, che non avrei più voluto vedere in questa città.

Inoltre, che cosa significa affermare che di 41 mila anziani residenti a Parma 40 mila vivono al domicilio? Come l’assessore sa, è una popolazione che per fortuna di tutti non può dirsi nella maggior parte dei casi bisognosa di assistenza e spesso, anzi, offre un aiuto fondamentale nell’assistenza dei bambini (come nonni ) e nell’assistenza ai loro genitori, i cosiddetti grandi vecchi, in qualità di figli. Nessun merito del Comune dunque rispetto a questi dati.

Proprio questi dati invece e le proiezioni future sul numero degli anziani che avranno bisogno di assistenza dovrebbero interrogare l’assessore se ha senso usare il patrimonio per rifare ciò che già sostanzialmente c’è, o non sarebbe meglio investire sui quartieri dove vivono le persone per creare luoghi di assistenza e di aiuto il più vicino possibile alle abitazioni. I numeri sono tali che non si potrà pensare di dare risposte a tutti concentrando i servizi solo in alcuni luoghi, peraltro senza aumento significativo dei posti, e non si possono sciupare risorse rifacendo ciò che già c’è, ma bisogna investire sull’innovazione vera. Il supporto al domicilio, attraverso una rete sempre più articolata di portinerie sociali, di supporti economici alle famiglie disponibili alla cura del proprio congiunto, strutture residenziali di territorio, anche per ricoveri di sollievo temporaneo dovrebbero costituire strategie per il futuro, anche attraverso il coinvolgimento del privato, ma sempre sotto l’indirizzo dell’Ente pubblico.

Inoltre solo a titolo di informazione , ricordo all’assessore Lasagna che il fatto che la Regione abbia individuato le diverse tipologie di servizi, nulla toglie a ciò che entrambi abbiamo o non abbiamo fatto. Per parte mia posso dire di avere realizzato nel 2001 l’accreditamento dell’assistenza domiciliare, novità assoluta in Italia, di avere portato a compimento e avviato due nuove case protette, tre nuovi centri diurni, di averne ristrutturato un altro, di avere attivato 2 comunità alloggio, due spazi collettivi, gli alloggi con servizi di Via Pontirol Battisti, di Via Milano, del quartiere Cittadella, e di avere avviato la realizzazione di quelli di Via Firenze, oltre ad avere ideato e realizzato il progetto “A casa sicuri”. E lui?

Il Patto di stabilità “vacillante” del Comune di Parma

Sul rispetto del patto di stabilità del Comune di Parma per le spese in conto capitale si è già avuto occasione di intervenire. Le minoranze hanno già precedentemente denunciato che il Comune ha già raggiunto il tetto massimo di spesa pari a 14 milioni di euro, pur avendo registrato ad oggi solo una parte delle entrate previste, che ci risultano ammontare attualmente a circa la metà dell’importo stabilito. Le ditte che hanno lavorato per il Comune di Parma non potranno essere pagate nei tempi definiti e dovranno attendere anche a lungo prima di ricevere il dovuto. Ci è stato detto che questo non dipende dal Comune, ma dal meccanismo del patto di stabilità. Ne prendiamo atto, ma chiediamo all’Ammini-strazione:

E’ vero che il tetto dei 14 milioni sarebbe stato sforato di 150 mila euro, utilizzando parte del cosiddetto bonus riconosciuto dal D.L. 78/2010 - l’attuale manovra di contenimento della spesa pubblica - non per pagare qualche fornitore che ha lavorato e che ha il diritto di essere pagato, ma per versare 400 mila euro a favore di STT, la ormai tristemente famosa holding del Comune ?

Sulla base di quale valutazione di priorità sarebbe stato effettuato questo ingente pagamento e per quale intervento realizzato da STT per l’Amministrazione Comunale e quando? Chi lo avrebbe deciso?

Crediamo che il Consiglio Comunale, i cittadini e soprattutto le tante imprese di Parma che soffrono della crisi di liquidità del Comune e dei lunghi tempi di pagamento abbiano il diritto di sapere.

 

Maria Teresa Guarnieri 

Gruppo consiliare “Altra Politica-Altri Valori”

 

Giorgio Pagliari

Gruppo consiliare PD

 

Marco Ablondi

Gruppo consiliare Rifondazione Comunista

Commissariamente Dirigenziale all’ASP?

Da più parti è giunta la notizia della assunzione, dall1 luglio p.v., da parte dellASP Ad Personam, di un nuovo Dirigente. La Persona interessata sarebbe un Dirigente del Settore Sociale del Comune di Parma in uscita, con il 30.06 p.v. da quest’ultimo Ente, a causa del mancato rinnovo del contratto, scadente per l’appunto nella predetta data. Se la notizia fosse vera, non ci si potrebbe non chiedere quale giustificazione potrebbe mai avere una simile decisione sia sul piano organizzativo e funzionale, sia su quello economico-finanziario. Come si giustificherebbe, infatti, nell’attuale situazione dellASP un onere ulteriore per lo stipendio di un nuovo Dirigente, tenendo oltretutto conto che la Persona interessata attualmente percepisce dal Comune di Parma una retribuzione complessiva annua di € 145.000 (€ 115.000 di stipendio + € 30.000 di indennità di risultato)? Quali sarebbero le ragioni oggettive dell’aumento dell’organico dirigenziale di un Ente, che, in prospettiva, si intende smantellare e che, neanche nell’immediato, ha in previsione ampliamenti di attività o modificazioni tali da richiedere il potenziamento della dirigenza? Sarebbe politicamente gravissimo se il tutto rispondesse alla logica di commissariare di fatto, se non di diritto, l’attuale Direttore per il parere motivatamente contrario dato relativamente all’indizione della gara per il WCC di via Budellungo. In merito, sulla vicenda considerata, sono necessarie la massima trasparenza e la massima chiarezza.

Altra Politica - Altri valori

Partito democratico

Rifondazione comunista

Il civismo militare di Vignali in Via Bixio

Nella città del “va tutto bene” e del gradimento al 72% del sindaco Vignali i lavori di asfaltatura di via Bixio sono l’occasione per militarizzare il cantiere con grande spiegamento di forze dell’ordine. Quando abbiamo letto la notizia non volevamo credere a quanto vi era scritto. L’affaire via Bixio rappresenta un momento triste della politica cittadina, come questa città non ha mai visti in tanti anni. Di che cosa avevano paura il Sindaco e l’Amministrazione? Di un gruppo di cittadini che civilmente, usando gli strumenti e i canali istituzionali e democratici di confronto hanno sollevato dubbi su un progetto di sistemazione di una strada e hanno avanzato proposte correttive? Sono questi i facinorosi rispetto ai quali l’Amministrazione ha richiesto inutilmente un dispiego di forze dell’ordine? E’ questo che si intende quando si parla di più potere ai Sindaci in materia di ordine pubblico? O non è stato forse un inutile atteggiamento intimidatorio da parte dell’Amministrazione? Peraltro, quanto è costato questo uso delle forze dell’ordine?
Che il governo di questa città sia sempre più affidato a un complesso e onerosissimo lavoro di marketing lo si deduce da fatti come questo. Il diritto di contestare scelte non condivise e imposte dall’alto rischia di far cadere i castelli di carta sui quali si regge il consenso a questa Amministrazione, e allora ecco che, in nome del civismo, non c’è sicurezza che tenga, non c’è dialogo che tenga, le strade si presidiano con la Polizia (pagata dai contribuenti) e guai a chi dissente. Caro Sindaco, la Sua “Parma civica” è ben lontana dalla città che vogliamo e in cui siamo stati abituati a vivere e a confrontarci. I parmigiani sono persone di grande senso civico e con un rispetto straordinario per le Istituzioni. A memoria di parmigiano non si è mai visto presidiare un cantiere per proteggerlo dai propri cittadini!! E’ con questi metodi che si cerca la pace sociale, la sicurezza e il benessere a Parma? Alla faccia del civismo!

Gruppo Consiliare Altra Politica – Altri Valori
Maria Teresa Guarnieri
Gabriella Biacchi
Paolo Pizzigoni

Richiesta commissione d’indagine Consigliare sulla tangenti Enia

Gruppo Consiliare

Altra Politica - Altri Valori

 

Sig.Presidente del Consiglio

Sig. Sindaco

Sigg.ri Consiglieri Comunali

 

Oggetto : Richiesta di Commissione d’indagine Consiliare per verifica eventuali coinvolgimenti e responsabilità in ambito Enia ed in ambito Comunale nello scandalo delle cosiddette “Bollette Gonfiate”

 I sottoscritti Consiglieri Comunali, Maria Teresa Guarnieri, Gabriella Biacchi, Paolo Pizzigoni,

chiedono

al Presidente del Consiglio di istituire una commissione di indagin  allo scopo di fare piena luce e trasparenza sulla questione in oggetto.

Chiedono altresi’ sulla base dell’art.20, comma 1, che il Presidente del Consiglio la convochi e la presieda.

 

Maria Teresa Guarnieri

Gabriella Biacchi

Paolo Pizzigoni

Parma 22-06-2010

Ancora una volta il numero non è legale

Oggi i Consiglieri di maggioranza, escluso il Sindaco, erano presenti a certificare la spaccatura politica della maggioranza.
Sull’emendamento UDC, i Consiglieri PDL contrari, quelli UDC e il Presidente del Consiglio favorevoli, i Consiglieri civici astenuti.
Sull’o.d.g., i Consiglieri PD, UDC, Altra Politica e Altri Valori, il Presidente del Consiglio e il Consigliere “civico” Taliani favorevoli, il Consigliere “civico” Bianchi astenuto; gli altri Consiglieri di maggioranza contrari.
In questo quadro, l’o.d.g. sul processo breve è stato approvato “a dispetto della maggioranza”.
Si può dire che la questione era politica e non amministrativa; si può dire che un o.d.g. non è una deliberazione di governo della città.
Autoassolversi o autogiustificarsi, nei momenti di profonda crisi, è l’unica arma che resta, ma politicamente tutto questo è segno di estrema debolezza.
La verità, trattandosi per di più dell’ennesimo episodio, è che la maggioranza è in crisi, in crisi vera: il Sindaco – significativamente (e, se consentito, la circostanza è stupefacente) assente per non assumere posizione – ne prenda atto.

Giorgio Pagliari
Maria Teresa Guarnieri
Marco Ablondi

Altra pagina oscura della nostra città

Parma riempie ancora una volta le prime pagine dei giornali e non certo per motivi di merito: un funzionario di Enìa è stato pescato ad intascare mazzette da tre imprenditori locali, un fatto che rimanda a fenomeni di corruzione sempre più frequenti nel nostro Paese e, purtroppo, nella nostra città. Il quadro giudiziario della vicenda si deve sicuramente ancora chiarire ed è pertanto difficile formulare giudizi di merito, però alcuni punti fermi sulla vicenda sono emersi fin dall’inizio e vale pertanto la pena di fare qualche sottolineatura e porre qualche domanda.
Come è possibile che un semplice impiegato, come era Tannoia in Enia, abbia potuto gestire in totale solitudine un contratto di global service quale quello del verde pubblico del Comune di Parma? Un contratto – vale la pena ricordarlo - del valore di 7 milioni di euro che sembra, da quanto emerge, non sia stato oggetto di alcun controllo o verifica sulla congruità dei lavori svolti da parte di dirigenti o responsabili di Enìa e del Comune.
Come funziona Enìa e come funziona o funzionava l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Parma? Chi tutela i cittadini?
Si è parlato inoltre di fatture gonfiate, cosa molto grave, oltre che di mazzette. Se così fosse, chi avrebbe autorizzato i pagamenti? Ancora una volta ci troviamo a discutere di una pagina oscura della nostra città, e per questo motivo chiediamo con forza verità e lo faremo con determinazione anche in Consiglio Comunale. Chi ha titolo e competenza per farlo, deve fugare le ombre che aleggiano su questa vicenda e fare chiarezza, andando fino in fondo nell’individuare le responsabilità e per dissipare ogni dubbio sull’eventuale coinvolgimento di altri soggetti, o – peggio ancora - sull’ipotesi che anche realtà come il Comune o Enìa, possano in qualche modo avere avuto una parte in questa brutta vicenda.

Maria Teresa Guarnieri
Gabriella Biacchi
Paolo Pizzigoni

Gruppo Consiliare “Altra Politica - Altri Valori

Nella maggioranza il numero non è legale…

La crisi della maggioranza è davvero profonda: dopo essersi manifestata, pochi giorni fa, sulla spinosa questione politico-amministrativa di S.T.T., oggi si è manifestata sul piano politico, sulla scottante questione della giustizia “ad personam”.
In aula, nel momento in cui è stato presentato un ordine del giorno sul processo breve, i Consiglieri di estrazione PDL “fuggono precipitosamente”; i Consiglieri di maggioranza di estrazione civica rimangono in aula, in ordine sparso e sparuto; i Consiglieri di estrazione UDC presentano un emendamento all’ordine del giorno in chiave collaborativa.
La verifica del “numero legale” salva la maggioranza dal disastro: ma è solo un rinvio!
La frattura c’è e non è né “rinviabile”, né negabile. Il Sindaco ne prenda atto.

Giorgio Pagliari
Maria Teresa Guarnieri
Marco Ablondi