Mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore alla cultura Sommi

Ed ora? La maggioranza sembra volersi ispirare alla leopardiana “quiete dopo la tempesta”.
Lo scontro, clamoroso, tra il Coordinatore PDL, l’Assessore alla Cultura e il Sindaco non può essere, però, relegato ad un temporale estivo.
Il confronto, infatti, non solo ha confermato che le critiche delle opposizioni, sviluppate in più occasioni, non erano peregrine, ma ha evidenziato una vera e propria distinzione sulla politica culturale tra l’amministrazione ed il Coordinatore PDL.
Basti ricordare che quest’ultimo, da un lato, ha invitato l’Assessore alla Cultura a “riflettere” (è un eufemismo!) sulla sua eccessiva autoreferenzialità nella gestione dell’assessorato, sull’esigenza della massima correttezza nella gestione della cosa pubblica e sulla necessità di una maggiore autodisciplina nell’esercizio della funzione pubblica e, dall’altro, ha criticato il Parma Jazz Festival sia per l’eccessivo e sproporzionato costo, sia per l’insuccesso, sia per essere un doppione di altra manifestazione parmense; e ha aggiunto, sempre con riferimento al tema dell’attenta gestione delle risorse pubbliche, la inaccettabilità di una spesa sproporzionata, come quella per il Parma Jazz Festival, quando ha come conseguenza il taglio delle manifestazioni culturali “low cost”.
Il che è come dire, se ben si interpreta, meno passerella e più attenzione alle manifestazioni culturali di base, in chiave di valorizzazione delle esperienze nuove.
Dal canto suo, l’Assessore alla Cultura ha difeso Parma Jazz Festival, tanto sul piano della qualità della manifestazione, quanto sul piano dei costi, con argomenti assolutamente deboli ed insignificanti, quali la consolatoria affermazione che non è costato più di altri jazz festival e che il successo è stato di critica, anche se non di pubblico. Peraltro, lo stesso Assessore alla Cultura, nei confronti delle obiezioni mosse dalle opposizioni, nulla ha detto sul sequestro dei cataloghi di Novecento su ordine del Tribunale di Bologna e sulle sue dichiarazioni (quantomeno reticenti, ferma la presunzione di innocenza sul piano giudiziari: il giudizio è politico) in ordine agli effettivi costi della manifestazione, ha preteso di ridurre tutto ad un banalissimo difetto di comprensione.
In questo quadro, ciascuno deve assumersi le sue responsabilità, sia sul piano degli indirizzi politici, sia sul piano della valutazione della gestione assessorile.
Il luogo a ciò deputato è il Consiglio Comunale: per questo, gli scriventi hanno depositato, a nome dei propri Gruppi, una mozione contenente un giudizio sulla politica culturale dell’amministrazione e sulla gestione del Parma Jazz Festival e di Novecento.

Giorgio Pagliari
Gruppo PD

Marco Ablondi
PRC

Maria Teresa Guarnieri
Altra Politica - Altri Valori

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