Il Patto di stabilità “vacillante” del Comune di Parma
Sul rispetto del patto di stabilità del Comune di Parma per le spese in conto capitale si è già avuto occasione di intervenire. Le minoranze hanno già precedentemente denunciato che il Comune ha già raggiunto il tetto massimo di spesa pari a 14 milioni di euro, pur avendo registrato ad oggi solo una parte delle entrate previste, che ci risultano ammontare attualmente a circa la metà dell’importo stabilito. Le ditte che hanno lavorato per il Comune di Parma non potranno essere pagate nei tempi definiti e dovranno attendere anche a lungo prima di ricevere il dovuto. Ci è stato detto che questo non dipende dal Comune, ma dal meccanismo del patto di stabilità. Ne prendiamo atto, ma chiediamo all’Ammini-strazione:
E’ vero che il tetto dei 14 milioni sarebbe stato sforato di 150 mila euro, utilizzando parte del cosiddetto bonus riconosciuto dal D.L. 78/2010 - l’attuale manovra di contenimento della spesa pubblica - non per pagare qualche fornitore che ha lavorato e che ha il diritto di essere pagato, ma per versare 400 mila euro a favore di STT, la ormai tristemente famosa holding del Comune ?
Sulla base di quale valutazione di priorità sarebbe stato effettuato questo ingente pagamento e per quale intervento realizzato da STT per l’Amministrazione Comunale e quando? Chi lo avrebbe deciso?
Crediamo che il Consiglio Comunale, i cittadini e soprattutto le tante imprese di Parma che soffrono della crisi di liquidità del Comune e dei lunghi tempi di pagamento abbiano il diritto di sapere.
Maria Teresa Guarnieri
Gruppo consiliare “Altra Politica-Altri Valori”
Giorgio Pagliari
Gruppo consiliare PD
Marco Ablondi
Gruppo consiliare Rifondazione Comunista









