Vignali ci dica la sua posizione

Le critiche rivolte nei giorni scorsi da Pallini alle forze dell’ordine, nelle vesti di presidente dei Nostri Borghi, e soprattutto le prese di posizione successive delle forze di maggioranza, che non hanno trovato di meglio che acuire uno scontro istituzionale, quale mai si è visto in questa città, esigono un immediato chiarimento e una presa di posizione da parte del Sindaco, che riporti il problema nell’alveo della correttezza dei rapporti istituzionali.
Chiarisca Vignali se le posizioni espresse pubblicamente da Pallini siano in contrasto o meno con il suo ruolo istituzionale di consigliere comunale e membro di Giunta.
Chiarisca come sia possibile che un membro della sua Giunta si possa permettere di attaccare le forze dell’ordine locali senza sentire il dovere di segnalare queste eventuali problematiche nelle sedi competenti e senza curarsi del fatto di avere al di sopra un assessore alla Sicurezza e il Sindaco stesso.
E soprattutto chiarisca come possa permettersi, lui che è il primo responsabile, anche in base alla tanto celebrata carta di Parma, delle politiche sull’ordine pubblico in ambito locale, di tacere di fronte agli attacchi politici che le forze di maggioranza hanno mosso in questi giorni nei confronti del questore e di chi ha correttamente dato atto alle forze dell’ordine dell’impegno che stanno mettendo nella tutela della nostra sicurezza.
Noi chiediamo che Vignali si scusi pubblicamente con il Questore e con le forze dell’ordine per quanto avvenuto e per gli sviluppi che la vicenda ha assunto e che ripristini al più presto la correttezza dei rapporti istituzionali. La nostra città non merita questi comportamenti.

Altra Politica – Altri Valori
Maria Teresa Guarnieri
Gabriella Biacchi
Paolo Pizzigoni

Quando “Il troppo stroppia”

I nostri vecchi ci hanno lasciato un modo di dire, difficilmente traducibile, ma molto efficace: “Il troppo stroppia”, cioè, quando si esagera, si rischia di rovinare tutto. E i nostri amministratori comunali con la loro visita ferragostana alle strutture ASP e le loro successive dichiarazioni hanno dimostrato come questo sia vero.
L’assessore Lasagna e i suoi fidati collaboratori devono avere pensato che, dopo avere riempito pagine e pagine dei quotidiani locali per spiegare la bontà del progetto del Welfare Community Center, mancasse ancora qualcosa per persuadere i tanti che di quest’opera proprio non ne sentono il bisogno. Ed ecco la trovata del tour ferragostano, che però è stata un po’ troppo smaccata e le motivazioni addotte dall’Assessore e dai presenti sono state così imbarazzanti che da sole hanno confermato ciò che da tempo le opposizioni denunciano.
Il WCC non risponde affatto alle effettive esigenze degli anziani non autosufficienti, ma solo alla volontà dell’Amministrazione di cedere completamente questo settore al privato, per liberarsi dei costi e dei problemi e per promuovere un’operazione economicamente redditizia, senza preoccuparsi di che cosa avverrà domani. Come potrebbero altrimenti giustificarsi le parole dei rappresentanti dell’Amministrazione che, insediatasi più di tre anni fa, non ha finora realizzato nulla degli interventi già previsti sulle strutture più critiche dell’ex IRAIA e ora prende a pretesto le buche del piazzale antistante a Villa Parma e di quello del centro Gulli per giustificare l’inderogabile necessità di smobilitare tutto il comparto di Piazzale Fiume e fare tante belle costruzioni in Via Budellungo?
Cosa centrano le buche del piazzale con il WCC? Forse che là l’asfalto non dovrà essere periodicamente mantenuto? E forse che tetti, facciate, interni non dovranno essere di tanto in tanto rifatti? A sentirli si potrebbe pensare che i nostri amministratori stiano preparando per noi non la cittadella del welfare, ma quella dei miracoli!
Non contento l’assessore Lasagna ha usato anche l’argomento del muro che circonda piazzale Fiume per spiegare perché bisogna proprio fare il WCC. Bisogna superare l’isolamento rappresentato da quel muro, dice, e mentre lo dice non pensa che i cittadini sanno bene – e lui come Assessore al sociale dovrebbe saperlo più di altri - che le recinzioni sono misure necessarie per la tutela delle persone con disturbi cognitivi e non strumenti di reclusione o di isolamento.
Come si può cercare di dare ad intendere a una città che le strutture che sorgeranno in Via Budellungo, nel bel mezzo della campagna e in un’area interclusa tra strade di scorrimento, saranno più facilmente raggiungibili e meno isolate di quelle di Piazzale Fiume, che è a due passi dal centro città? Se qualcuno poteva avere creduto all’Amministrazione, certe affermazioni e le modalità scelte per effettuarle non potranno che alimentare seri dubbi e l’Assessore e i suoi collaboratori non potranno far altro che rimproverare sé stessi per avere un po’ troppo abusato dell’inglese e avere dimenticato il buon senso dei vecchi.
Per parte nostra siamo disponibili a un confronto sul merito, purché venga fatto in modo serio.

Altra Politica – Altri Valori
Maria Teresa Guarnieri
Gabriella Biacchi
Paolo Pizzigoni

Un altro appalto fermato

La decisione di revocare la procedura di gara per la realizzazione della Scuola europea è stata comunicata dall’Amministrazione comunale cercando di minimizzare il fatto, parlando di un semplice slittamento dell’opera di qualche mese.
Ma la questione è grave.
Si tratta di un’opera che ci siamo impegnati a realizzare di fronte alla intera Comunità europea e che non possiamo permetterci di non fare. Con la crisi che sta attraversando il settore delle costruzioni, la rinuncia da parte dell’Amministrazione ad un’importante infrastruttura come la metropolitana, senza alcun progetto alternativo, i gravi e ritardati pagamenti per i lavori eseguiti, recentemente denunciati anche dalle associazioni degli imprenditori, la decisione di revocare un appalto di 29 milioni di euro suona come un ulteriore grido di allarme.
Al di là delle rassicurazioni verbali, questa Amministrazione, che tenta di proporsi come l’Amministrazione del fare, si sta caratterizzando invece come l’Amministrazione del non fare. Questo Sindaco e questa Giunta verranno ricordati per la loro incapacità di riuscire a realizzare la quasi totalità delle opere promesse e necessarie per lo sviluppo della città e per avere impegnato denari pubblici per progetti la cui effettiva utilità e funzionalità è tutta da dimostrare. I principali progetti enunciati sono andati deserti non ultimo quello relativo alla realizzazione del nuovo Palazzetto dello Sport. Segno, oltre che di una crisi del settore, di una incapacità dell’Amministrazione di formulare proposte che abbiano una sostenibilità economica e una realizzabilità concreta. E anche su questa gara pesano delle ombre.
Si è parlato di “sostanziale mancanza di competitività e di carenza di convenienza nelle due offerte formulate”. Ma non viene il dubbio che se su un appalto di 29 milioni di euro che, con la mancanza di lavoro che c’è in edilizia, avrebbe dovuto vedere un enorme interesse da parte dei privati, si sono presentate solo due ditte e con ribassi poco significativi? Forse il problema non sta nei privati, ma in cu il bando è stato formulato… Questa Amministrazione non è nemmeno sfiorata dall’idea che il progetto sia difficilmente realizzabile e sostenibile dal punto di vista economico?
Da più parti, al momento dell’approvazione si erano sollevati dubbi sia sull’ubicazione dell’opera dal punto di vista urbanistico e viabilistico, sia sulla sua collocazione anziché su un’area comunale, su un’area privata da espropriare, con maggiori costi di costruzione, sia sulle modalità di remunerazione, che prevedono che il realizzatore, anziché ricevere il pagamento in denaro per sei milioni di euro, abbia in cessione l’attuale sede della scuola europea in Via Saffi. A fronte di soldi certi, potrà disporre di un bene, il cui valore effettivo dipenderà però dal mercato, che oggi non è certo in buone condizioni.
Ci auguriamo per il bene della città che la situazione si sblocchi davvero. Ma è lecito dubitare che se non verrà cambiato qualcosa di sostanziale e resterà tutto invariato, così come asserito dal Vicesindaco, i problemi resteranno. E allora cosa succederà?
L’Amministrazione non può non realizzare quest’opera ed è arrivato il momento che cambi registro, la smetta di fare spot e metta mano seriamente ai progetti strategici per la città, posizionando le risorse dove servono davvero e trovando modalità e forme che non scarichino errori di valutazione e problemi di mancanza di risorse su chi lavora e investe.

Maria Teresa Guarnieri
Altra Politica

Il pasticcio del caso Assirelli rimane

Singolare, ma non casuale, confusione!
Dall’archiviazione di un procedimento penale dei rappresentanti politici della maggioranza comunale tentano di far sorgere una polemica gratuita, pretenziosa e fuorviante.
Notoriamente, infatti, le pronunce in sede penale riguardano l’ipotesi di reato prospettata e, quando si tratta di attività amministrativa, non concernono l’eventuale “pasticcio” amministrativo. E su quest’ultimo, che rimane in tutta la sua evidenza, le opposizioni sono pronte al confronto pubblico, nella consapevolezza che tutto hanno sollevato tranne che il polverone di cui vengono gratuitamente accusate dalla maggioranza, che sempre di più cerca di negare il loro ruolo e di impedire loro l’esercizio della funzione di controllo.
Al resto, le opposizioni consiliari non sono interessate, convinte come sono che le offese e le aggressioni polemiche sono patrimonio di chi non può entrare nel merito delle vicende, oltre ad appartenere ad un costume politico che sta rovinando non Parma, ma l’Italia.

Giorgio Pagliari
Maria Teresa Guarnieri
Marco Ablondi

Mozione di sfiducia nei confronti dell’Assessore alla cultura Sommi

Ed ora? La maggioranza sembra volersi ispirare alla leopardiana “quiete dopo la tempesta”.
Lo scontro, clamoroso, tra il Coordinatore PDL, l’Assessore alla Cultura e il Sindaco non può essere, però, relegato ad un temporale estivo.
Il confronto, infatti, non solo ha confermato che le critiche delle opposizioni, sviluppate in più occasioni, non erano peregrine, ma ha evidenziato una vera e propria distinzione sulla politica culturale tra l’amministrazione ed il Coordinatore PDL.
Basti ricordare che quest’ultimo, da un lato, ha invitato l’Assessore alla Cultura a “riflettere” (è un eufemismo!) sulla sua eccessiva autoreferenzialità nella gestione dell’assessorato, sull’esigenza della massima correttezza nella gestione della cosa pubblica e sulla necessità di una maggiore autodisciplina nell’esercizio della funzione pubblica e, dall’altro, ha criticato il Parma Jazz Festival sia per l’eccessivo e sproporzionato costo, sia per l’insuccesso, sia per essere un doppione di altra manifestazione parmense; e ha aggiunto, sempre con riferimento al tema dell’attenta gestione delle risorse pubbliche, la inaccettabilità di una spesa sproporzionata, come quella per il Parma Jazz Festival, quando ha come conseguenza il taglio delle manifestazioni culturali “low cost”.
Il che è come dire, se ben si interpreta, meno passerella e più attenzione alle manifestazioni culturali di base, in chiave di valorizzazione delle esperienze nuove.
Dal canto suo, l’Assessore alla Cultura ha difeso Parma Jazz Festival, tanto sul piano della qualità della manifestazione, quanto sul piano dei costi, con argomenti assolutamente deboli ed insignificanti, quali la consolatoria affermazione che non è costato più di altri jazz festival e che il successo è stato di critica, anche se non di pubblico. Peraltro, lo stesso Assessore alla Cultura, nei confronti delle obiezioni mosse dalle opposizioni, nulla ha detto sul sequestro dei cataloghi di Novecento su ordine del Tribunale di Bologna e sulle sue dichiarazioni (quantomeno reticenti, ferma la presunzione di innocenza sul piano giudiziari: il giudizio è politico) in ordine agli effettivi costi della manifestazione, ha preteso di ridurre tutto ad un banalissimo difetto di comprensione.
In questo quadro, ciascuno deve assumersi le sue responsabilità, sia sul piano degli indirizzi politici, sia sul piano della valutazione della gestione assessorile.
Il luogo a ciò deputato è il Consiglio Comunale: per questo, gli scriventi hanno depositato, a nome dei propri Gruppi, una mozione contenente un giudizio sulla politica culturale dell’amministrazione e sulla gestione del Parma Jazz Festival e di Novecento.

Giorgio Pagliari
Gruppo PD

Marco Ablondi
PRC

Maria Teresa Guarnieri
Altra Politica - Altri Valori

Replica all’intervento di Lasagna su Polis Quotidiano

Leggendo la replica dell’Assessore Lasagna ai sindacati sul Welfare Community Center spiace dover constatare come su questo argomento non si ragioni nel merito, ma ci si limiti a dividere gli interlocutori tra i presunti buoni - i sostenitori del progetto - e i cattivi - coloro che la pensano come l’opposizione. Si tratta invece di un tema così importante per la città in cui le appartenenze di parte non debbono avere alcun ruolo. Ciò su cui ci si deve confrontare con lealtà e chiarezza è la visione dei servizi, come si pensa il futuro della città, quale è l’uso più corretto delle risorse economiche in un momento come questo. Definire il WCC “il più grande progetto di politiche sociali dei prossimi 10 anni” è una grande forzatura. Che cosa c’è di nuovo e di grande nel ricostruire in Via Budellungo - come lo stesso assessore ammette in un passaggio della sua intervista - “le strutture che già esistono in un contesto più moderno e più agevole”? Di fatto il Comune ha deciso di vendere quasi tutto il patrimonio dell’ASP e le strutture che già ospitano gli anziani e che, fatta eccezione per alcune, sono state messe a norma negli anni precedenti, investendo diversi milioni e hanno i requisiti per l’accreditamento, per rifarle tutte nuove in Via Budellungo. Qual è la logica?

In un contesto normale un Comune che proponesse di vendere i beni dell’ASP e le strutture già a norma e pienamente inserite nel contesto urbano, quali sono la maggior parte delle strutture di Piazzale Fiume e altre poste in alienazione, perché solo alcune di queste devono essere ristrutturate, costringendo una sua società, STT all’acquisto e ad indebitarsi per 36 milioni di euro, per fare ricostruire tutto da un privato, anziché rivendicare la grandezza del progetto, dovrebbe giustificare il suo comportamento e dare conto del perché buttare via tante risorse.

Per mettere a norma alcune strutture dobbiamo rifarle tutte? Non si può poi certo dire che l’area prescelta e tutti gli interventi che si vogliono fare intorno favorisca l’integrazione degli anziani. Da via Budellungo al cosiddetto parco urbano c è quasi un chilometro in linea d’aria e strade da attraversare.

Come si può poi negare che si verrebbe a definire una situazione di monopolio dei servizi? Chi si aggiudicherà la gara gestirà tutte le strutture del WCC per almeno trenta anni, per un volume di attività che supera i 300 milioni di euro. E l’assessore non può abusare dell’intelligenza dei cittadini dicendo che non ci sarà alcun monopolio privato nel settore dell’assistenza agli anziani perché potrebbe essere che una pluralità di concorrenti si associ per gestire il futuro servizio. Che cosa importa che ad aggiudicarsi la gara sia un unico soggetto o un associazione di imprese? Sempre di unico interlocutore si tratta. E che cosa ne facciamo dei principi di libertà di scelta del cittadino e di libera concorrenza come fattori di qualità che avevano ispirato la precedente amministrazione e la scelta dell’accreditamento che questa aveva fatto?

Dove va a finire il liberalismo tanto decantato dal nuovo movimento civico del Sindaco, di cui Lasagna è un autorevole rappresentante? L’associarsi di più imprese potrebbe addirittura in questo caso affermare, in assoluta controtendenza con il passato, il prevalere delle più vecchie logiche consociative, che non avrei più voluto vedere in questa città.

Inoltre, che cosa significa affermare che di 41 mila anziani residenti a Parma 40 mila vivono al domicilio? Come l’assessore sa, è una popolazione che per fortuna di tutti non può dirsi nella maggior parte dei casi bisognosa di assistenza e spesso, anzi, offre un aiuto fondamentale nell’assistenza dei bambini (come nonni ) e nell’assistenza ai loro genitori, i cosiddetti grandi vecchi, in qualità di figli. Nessun merito del Comune dunque rispetto a questi dati.

Proprio questi dati invece e le proiezioni future sul numero degli anziani che avranno bisogno di assistenza dovrebbero interrogare l’assessore se ha senso usare il patrimonio per rifare ciò che già sostanzialmente c’è, o non sarebbe meglio investire sui quartieri dove vivono le persone per creare luoghi di assistenza e di aiuto il più vicino possibile alle abitazioni. I numeri sono tali che non si potrà pensare di dare risposte a tutti concentrando i servizi solo in alcuni luoghi, peraltro senza aumento significativo dei posti, e non si possono sciupare risorse rifacendo ciò che già c’è, ma bisogna investire sull’innovazione vera. Il supporto al domicilio, attraverso una rete sempre più articolata di portinerie sociali, di supporti economici alle famiglie disponibili alla cura del proprio congiunto, strutture residenziali di territorio, anche per ricoveri di sollievo temporaneo dovrebbero costituire strategie per il futuro, anche attraverso il coinvolgimento del privato, ma sempre sotto l’indirizzo dell’Ente pubblico.

Inoltre solo a titolo di informazione , ricordo all’assessore Lasagna che il fatto che la Regione abbia individuato le diverse tipologie di servizi, nulla toglie a ciò che entrambi abbiamo o non abbiamo fatto. Per parte mia posso dire di avere realizzato nel 2001 l’accreditamento dell’assistenza domiciliare, novità assoluta in Italia, di avere portato a compimento e avviato due nuove case protette, tre nuovi centri diurni, di averne ristrutturato un altro, di avere attivato 2 comunità alloggio, due spazi collettivi, gli alloggi con servizi di Via Pontirol Battisti, di Via Milano, del quartiere Cittadella, e di avere avviato la realizzazione di quelli di Via Firenze, oltre ad avere ideato e realizzato il progetto “A casa sicuri”. E lui?

Il Patto di stabilità “vacillante” del Comune di Parma

Sul rispetto del patto di stabilità del Comune di Parma per le spese in conto capitale si è già avuto occasione di intervenire. Le minoranze hanno già precedentemente denunciato che il Comune ha già raggiunto il tetto massimo di spesa pari a 14 milioni di euro, pur avendo registrato ad oggi solo una parte delle entrate previste, che ci risultano ammontare attualmente a circa la metà dell’importo stabilito. Le ditte che hanno lavorato per il Comune di Parma non potranno essere pagate nei tempi definiti e dovranno attendere anche a lungo prima di ricevere il dovuto. Ci è stato detto che questo non dipende dal Comune, ma dal meccanismo del patto di stabilità. Ne prendiamo atto, ma chiediamo all’Ammini-strazione:

E’ vero che il tetto dei 14 milioni sarebbe stato sforato di 150 mila euro, utilizzando parte del cosiddetto bonus riconosciuto dal D.L. 78/2010 - l’attuale manovra di contenimento della spesa pubblica - non per pagare qualche fornitore che ha lavorato e che ha il diritto di essere pagato, ma per versare 400 mila euro a favore di STT, la ormai tristemente famosa holding del Comune ?

Sulla base di quale valutazione di priorità sarebbe stato effettuato questo ingente pagamento e per quale intervento realizzato da STT per l’Amministrazione Comunale e quando? Chi lo avrebbe deciso?

Crediamo che il Consiglio Comunale, i cittadini e soprattutto le tante imprese di Parma che soffrono della crisi di liquidità del Comune e dei lunghi tempi di pagamento abbiano il diritto di sapere.

 

Maria Teresa Guarnieri 

Gruppo consiliare “Altra Politica-Altri Valori”

 

Giorgio Pagliari

Gruppo consiliare PD

 

Marco Ablondi

Gruppo consiliare Rifondazione Comunista

Commissariamente Dirigenziale all’ASP?

Da più parti è giunta la notizia della assunzione, dall1 luglio p.v., da parte dellASP Ad Personam, di un nuovo Dirigente. La Persona interessata sarebbe un Dirigente del Settore Sociale del Comune di Parma in uscita, con il 30.06 p.v. da quest’ultimo Ente, a causa del mancato rinnovo del contratto, scadente per l’appunto nella predetta data. Se la notizia fosse vera, non ci si potrebbe non chiedere quale giustificazione potrebbe mai avere una simile decisione sia sul piano organizzativo e funzionale, sia su quello economico-finanziario. Come si giustificherebbe, infatti, nell’attuale situazione dellASP un onere ulteriore per lo stipendio di un nuovo Dirigente, tenendo oltretutto conto che la Persona interessata attualmente percepisce dal Comune di Parma una retribuzione complessiva annua di € 145.000 (€ 115.000 di stipendio + € 30.000 di indennità di risultato)? Quali sarebbero le ragioni oggettive dell’aumento dell’organico dirigenziale di un Ente, che, in prospettiva, si intende smantellare e che, neanche nell’immediato, ha in previsione ampliamenti di attività o modificazioni tali da richiedere il potenziamento della dirigenza? Sarebbe politicamente gravissimo se il tutto rispondesse alla logica di commissariare di fatto, se non di diritto, l’attuale Direttore per il parere motivatamente contrario dato relativamente all’indizione della gara per il WCC di via Budellungo. In merito, sulla vicenda considerata, sono necessarie la massima trasparenza e la massima chiarezza.

Altra Politica - Altri valori

Partito democratico

Rifondazione comunista

Il civismo militare di Vignali in Via Bixio

Nella città del “va tutto bene” e del gradimento al 72% del sindaco Vignali i lavori di asfaltatura di via Bixio sono l’occasione per militarizzare il cantiere con grande spiegamento di forze dell’ordine. Quando abbiamo letto la notizia non volevamo credere a quanto vi era scritto. L’affaire via Bixio rappresenta un momento triste della politica cittadina, come questa città non ha mai visti in tanti anni. Di che cosa avevano paura il Sindaco e l’Amministrazione? Di un gruppo di cittadini che civilmente, usando gli strumenti e i canali istituzionali e democratici di confronto hanno sollevato dubbi su un progetto di sistemazione di una strada e hanno avanzato proposte correttive? Sono questi i facinorosi rispetto ai quali l’Amministrazione ha richiesto inutilmente un dispiego di forze dell’ordine? E’ questo che si intende quando si parla di più potere ai Sindaci in materia di ordine pubblico? O non è stato forse un inutile atteggiamento intimidatorio da parte dell’Amministrazione? Peraltro, quanto è costato questo uso delle forze dell’ordine?
Che il governo di questa città sia sempre più affidato a un complesso e onerosissimo lavoro di marketing lo si deduce da fatti come questo. Il diritto di contestare scelte non condivise e imposte dall’alto rischia di far cadere i castelli di carta sui quali si regge il consenso a questa Amministrazione, e allora ecco che, in nome del civismo, non c’è sicurezza che tenga, non c’è dialogo che tenga, le strade si presidiano con la Polizia (pagata dai contribuenti) e guai a chi dissente. Caro Sindaco, la Sua “Parma civica” è ben lontana dalla città che vogliamo e in cui siamo stati abituati a vivere e a confrontarci. I parmigiani sono persone di grande senso civico e con un rispetto straordinario per le Istituzioni. A memoria di parmigiano non si è mai visto presidiare un cantiere per proteggerlo dai propri cittadini!! E’ con questi metodi che si cerca la pace sociale, la sicurezza e il benessere a Parma? Alla faccia del civismo!

Gruppo Consiliare Altra Politica – Altri Valori
Maria Teresa Guarnieri
Gabriella Biacchi
Paolo Pizzigoni

Richiesta commissione d’indagine Consigliare sulla tangenti Enia

Gruppo Consiliare

Altra Politica - Altri Valori

 

Sig.Presidente del Consiglio

Sig. Sindaco

Sigg.ri Consiglieri Comunali

 

Oggetto : Richiesta di Commissione d’indagine Consiliare per verifica eventuali coinvolgimenti e responsabilità in ambito Enia ed in ambito Comunale nello scandalo delle cosiddette “Bollette Gonfiate”

 I sottoscritti Consiglieri Comunali, Maria Teresa Guarnieri, Gabriella Biacchi, Paolo Pizzigoni,

chiedono

al Presidente del Consiglio di istituire una commissione di indagin  allo scopo di fare piena luce e trasparenza sulla questione in oggetto.

Chiedono altresi’ sulla base dell’art.20, comma 1, che il Presidente del Consiglio la convochi e la presieda.

 

Maria Teresa Guarnieri

Gabriella Biacchi

Paolo Pizzigoni

Parma 22-06-2010